Quanto ti rivedi in queste idee?

22 ottobre 2014 Posted by paolo.bartalini

Carta delle idee irrazionali di base di Ellis
1) io devo sempre essere amato, approvato, stimato da tutte le persone per me significative.
2) devo mostrarmi sempre competente ed adeguato in tutto ciò che faccio.
3) le cose devono andare in modo che io possa ottenere tutto quello che voglio subito e senza
fatica, altrimenti il mondo è uno schifo e la vita non è degna di essere vissuta.
4) gli altri devono trattare tutti in modo corretto, e se si comportano in modo ingiusto o
immorale, allora sono delle carogne e meritano di essere severamente puniti. Devono
scontarla in un modo o on un altro.idee
5) Se temo che possa accadere qualcosa di pericoloso o dannoso, allora devo pensarci
continuamente, ed è giusto che sia agitato e sconvolto al pensiero delle eventuali
conseguenze per poterle controllare meglio.
6) Devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi o a quelli altrui, altrimenti chissà cosa può
succedere.
7) La causa delle mie emozioni e dei miei sentimenti è sempre esterna, per cui posso fare ben
poco per controllarli, per superare la depressione, l’ansia, il rancore …
8) Il mio passato è la vera causa dei miei attuali problemi: se qualcosa nel passato ha influito
pesantemente sulla mia vita, questo ormai condiziona irrimediabilmente tutti i miei
sentimenti e comportamenti attuali.
9) Ho bisogno di starmene tranquillo, senza responsabilità, sforzi, disciplina o autocontrollo.
10) Devo sempre essere perfettamente a mio agio e senza sofferenze di nessun genere.
11) Potrei impazzire e questo sarebbe davvero terribile!
12) Mi considero debole, incapace, inadeguato, quindi ho bisogno di dipendere dagli altri e da
qualcuno in particolare.

il sonno dei bambini

28 luglio 2011 Posted by paolo.bartalini

wt


I problemi legati al sonno danno spesso origine a preoccupazioni ed incertezze nei genitori. Molte difficoltà del sonno sono semplicemente problemi comportamentali minori mentre altri cambiamenti del sonno sono invece indice di seri disturbi. Una maggiore conoscenza dello sviluppo e degli disturbi del sonno ha una grande importanza al fine di un’accurata diagnosi e di interventi efficaci. Una panoramica descrive i più comuni ed importanti disturbi del sonno nell’infanzia durante il periodo della crescita e dell’adolescenza compresi il sonnambulismo, i risvegli parziali, il respiro disturbato durante il sonno, la narcolepsia e la perdita del sonno e di seconda importanza orari tardi ed eccentrici. Questo capitolo focalizza l’attenzione sulla stretta relazione tra la regolazione del sonno ed il controllo dell’attenzione, delle emozioni e del comportamento. Il fatto che molti bambini ed adolescenti non riescano ad ottenere una quantità di sonno ottimale pone una serie di domande importanti riguardo il crescente numero di problemi comportamentali ed emozionali. (altro…)

Sintomo o segnale ?.

28 luglio 2011 Posted by paolo.bartalini

 

Persone molto diverse, per carattere, età, occupazione, situazione familiare, parlano di sé in questi termini. E il profondo sconforto che se ne prova cede a volte il passo all’irritazione: perché questo compianto, perché questa passività ? Perché ancora e sempre la richiesta di rapporti infantilmente rassicuranti ? Perché la fuga dal mondo là fuori ? Perché l’instancabile ricerca di un paradiso perduto che non verrà mai più ? Al di là della propria storia personale, su cui si radica la fondatezza del disagio, vero, reale e grande, perché quella soluzione ? Parlando insieme a persone piacevoli, intelligenti, la parola patologia sembra inadatta. Sembra più adatta la parola malinteso. Persone vittime di un grande generale abbaglio che il male e il dolore non esiste se solo si riesce a trovare degli stratagemmi per evitarli. Che sia possibile vivere senza conflitti, differenze, separazioni. Il cibo droga o il corpo amuleto sembrano inutili esorcismi. E le anoressiche e le bulimiche lo sanno perfettamente: sanno che non ha funzionato. Ma non c’è alternativa dentro a quella logica in cui non si parla mai del dolore. Si parla di colpa: propria e degli altri. Anche questo aspetto poggia su solide basi culturali. Smantellare l’edificio di reciproche colpe per parlare in termine di dolore, di reale difficoltà dell’esistenza, di reale perdita del paradiso che forse non c’è stato mai, questa mi sembra una strada per affrontare l’immane disistima che tutte queste persone hanno di sé e del mondo. Interrogarsi sulla loro autonomia mancata significa anche connetterla con la cultura della dipendenza e della competizione: cultura paradossale anch’essa. Riconnettere le loro storie al contesto che occultamente le spinge a negarsi la libertà di esprimere bisogno e difficoltà, ma anche individualità, è un’operazione più che terapeutica, culturale.

 

Individuare il  disagio come esasperato segnale di una condizione sociale diffusa, significa modificare i termini della questione, e accantonare i termini della patologia significa parlare non più di sintomo ma di messaggio. Un quadro di riferimento non più soltanto psicologico, più attento all’interconnessione fra individuo e società, dovrebbe permettere di cogliere meglio un messaggio che ci coinvolge tutti.

 

 

Attacchi di panico

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

attacco di panico

attacco di panico

Diagnosi attacco di panico

Un attacco di panico corrisponde a un periodo preciso durante il quale vi è l’insorgenza improvvisa di intensa apprensione, paura o terrore, spesso associati con una sensazione di catastrofe imminente.

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Disordini alimentari

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

Abulimia anoressia - disordini alimentari

disordini alimentari

Segnalo alcuni libri che affrontano, da angolature diverse, le problematiche relative ai disordini alimentari.

Bell R.M. (1987), La santa anoressia, Laterza, Roma.

Bruch R., La gabbia d’oro, Feltrinelli, Roma.

Castellana F. (1994), L’angoscia di essere niente, Melvina editrice.

De Clercq F. (1990), Tutto il pane del mondo, Bompiani.

De Clercq F. (1995), Donne invisibili, Rizzoli.

De Jours C. (1988), Il corpo tra biologia e psicoanalisi, Borla, Roma.

Esquievel L. (1991), Dolce come il cioccolato, Garzanti.

Ferrari C. (1993), Adolescenza, la seconda sfida, Borla, Roma.

Gordon R.A. (1991), Anoressia e bulimia. Anatomia di un’epidemia sociale, Raffaello Cortina, Milano.

Haushofer M. (1991), Un cielo senza fine, Edizioni e/o.

Montanari M. (1994), La fame e l’abbondanza. Storia dell’alimentazione in Europa, Laterza, Roma-Bari.

Montecchi F. (1994), Anoressia mentale dell’adolescenza, Franco Angeli, Milano.

Neri C. (1995), Gruppo, Borla, Roma.

Pace P. (1993), L’anoressia: lettere intorno ad un enigma, Guaraldi, Firenze.

Palazzoli Selvini M., L’anoressia mentale, Feltrinelli, Milano.

Palmer E., Anoressia, Borla.

Raimbeut G., Eliachef C. (1989), Le indomabili, Mondadori, Milano.

Schelotto G. (1992), Una fame da morire, Mondadori, Milano.

Shute J. (1992), La perfetta ossessione, Frassinelli, Milano.

Wolf N. (1991), Il mito della bellezza, Mondadori, Milano.

Wikipedia: la psicoterapia

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

La psicoterapia è una branca specialistica della psicologia che si occupa della cura di disturbi psicopatologici di diversa gravità che vanno dal modesto disadattamento all’alienazione profonda e possono manifestarsi in sintomi nevrotici oppure psicotici tali da nuocere al benessere di una persona fino ad ostacolarne lo sviluppo causando fattiva disabilità; a tal fine si avvale di tecniche applicative della psicologia dalle quali prende specificazione: psicoterapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia psicoanalitica, ecc.

Professionalmente la psicoterapia è una specializzazione sanitaria riservata a Medici e Psicologi iscritti ai rispettivi Ordini professionali e in Italia si consegue mediante un percorso formativo presso scuole di specializzazione universitarie ovvero in scuole di specializzazione private. Queste ultime legittimate da una Commissine di controllo del MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca – ad erogare formazione specialistica.

Etimologicamente la parola psicoterapia – “cura dell’anima” – riconduce alle terapie della psiche realizzate con strumenti psicologici quali la parola, l’ascolto, il pensiero, la relazione, nella finalità del cambiamento consapevole dei processi psicologici dai quali dipende il malessere o lo stile di vita inadeguato e connotati spesso da sintomi come ansia, depressione, fobie, etc.

La via di uscita

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

le vie di uscita

le vie di uscita

Lo psicologo ti aiuta ad uscire da una sensazione di confusione o smarrimento: ti offre una mappa di orientamento, che ti consentirà di affrontare gli ostacoli con più lucidità, chiarezza e semplicità, a “mettere a fuoco le cose” e trovare la tua “via d’uscita”.

La rabbia:sfogarla o soffocarla?

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

a cura della dr.ssa Emanuela Boldrin – Psicoterapeuta

Psicologia

Se c’è una soluzione… perché ci si arrabbia? e se non c’è una soluzione perché ci si arrabbia?

Spesso la rabbia viene descritta come emozione negativa, ci viene detto che è sbagliato esprimerla perché pos

rabbia sfogarla o reprimerla

rabbia

siamo ferire gli altri, che dobbiamo preferire la ragione per confrontarci e che socialmente non è accettata perché vista come aggressività o un capriccio. Se non esprimiamo però ci troviamo con una sensazione repressa che si ritorce contro noi stessi con attacchi depressivi e alimenta un sentimento di inferiorità inoltre, quando la mente non riesce più a gestire i conflitti, il corpo ne soffre. Numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena, ulcere, psoriasi possono essere legate al soffocamento della collera.

La rabbia quindi è un’emozione che dobbiamo ascoltare e nei limite del possibile esprimerla incanalandola in modo tale da non recare danni a sé stessi o agli altri… Possiamo dire che in generale esprimere la propria rabbia fa bene alla salute ma può provocare problemi relazionali e spesso crea il rischio di arrabbiarsi nuovamente per lo stesso motivo.

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