Archive for: ‘giugno 2011’

Attacchi di panico

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

attacco di panico

attacco di panico

Diagnosi attacco di panico

Un attacco di panico corrisponde a un periodo preciso durante il quale vi è l’insorgenza improvvisa di intensa apprensione, paura o terrore, spesso associati con una sensazione di catastrofe imminente.

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Disordini alimentari

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

Abulimia anoressia - disordini alimentari

disordini alimentari

Segnalo alcuni libri che affrontano, da angolature diverse, le problematiche relative ai disordini alimentari.

Bell R.M. (1987), La santa anoressia, Laterza, Roma.

Bruch R., La gabbia d’oro, Feltrinelli, Roma.

Castellana F. (1994), L’angoscia di essere niente, Melvina editrice.

De Clercq F. (1990), Tutto il pane del mondo, Bompiani.

De Clercq F. (1995), Donne invisibili, Rizzoli.

De Jours C. (1988), Il corpo tra biologia e psicoanalisi, Borla, Roma.

Esquievel L. (1991), Dolce come il cioccolato, Garzanti.

Ferrari C. (1993), Adolescenza, la seconda sfida, Borla, Roma.

Gordon R.A. (1991), Anoressia e bulimia. Anatomia di un’epidemia sociale, Raffaello Cortina, Milano.

Haushofer M. (1991), Un cielo senza fine, Edizioni e/o.

Montanari M. (1994), La fame e l’abbondanza. Storia dell’alimentazione in Europa, Laterza, Roma-Bari.

Montecchi F. (1994), Anoressia mentale dell’adolescenza, Franco Angeli, Milano.

Neri C. (1995), Gruppo, Borla, Roma.

Pace P. (1993), L’anoressia: lettere intorno ad un enigma, Guaraldi, Firenze.

Palazzoli Selvini M., L’anoressia mentale, Feltrinelli, Milano.

Palmer E., Anoressia, Borla.

Raimbeut G., Eliachef C. (1989), Le indomabili, Mondadori, Milano.

Schelotto G. (1992), Una fame da morire, Mondadori, Milano.

Shute J. (1992), La perfetta ossessione, Frassinelli, Milano.

Wolf N. (1991), Il mito della bellezza, Mondadori, Milano.

Wikipedia: la psicoterapia

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

La psicoterapia è una branca specialistica della psicologia che si occupa della cura di disturbi psicopatologici di diversa gravità che vanno dal modesto disadattamento all’alienazione profonda e possono manifestarsi in sintomi nevrotici oppure psicotici tali da nuocere al benessere di una persona fino ad ostacolarne lo sviluppo causando fattiva disabilità; a tal fine si avvale di tecniche applicative della psicologia dalle quali prende specificazione: psicoterapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia psicoanalitica, ecc.

Professionalmente la psicoterapia è una specializzazione sanitaria riservata a Medici e Psicologi iscritti ai rispettivi Ordini professionali e in Italia si consegue mediante un percorso formativo presso scuole di specializzazione universitarie ovvero in scuole di specializzazione private. Queste ultime legittimate da una Commissine di controllo del MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca – ad erogare formazione specialistica.

Etimologicamente la parola psicoterapia – “cura dell’anima” – riconduce alle terapie della psiche realizzate con strumenti psicologici quali la parola, l’ascolto, il pensiero, la relazione, nella finalità del cambiamento consapevole dei processi psicologici dai quali dipende il malessere o lo stile di vita inadeguato e connotati spesso da sintomi come ansia, depressione, fobie, etc.

La via di uscita

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

le vie di uscita

le vie di uscita

Lo psicologo ti aiuta ad uscire da una sensazione di confusione o smarrimento: ti offre una mappa di orientamento, che ti consentirà di affrontare gli ostacoli con più lucidità, chiarezza e semplicità, a “mettere a fuoco le cose” e trovare la tua “via d’uscita”.

La rabbia:sfogarla o soffocarla?

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

a cura della dr.ssa Emanuela Boldrin – Psicoterapeuta

Psicologia

Se c’è una soluzione… perché ci si arrabbia? e se non c’è una soluzione perché ci si arrabbia?

Spesso la rabbia viene descritta come emozione negativa, ci viene detto che è sbagliato esprimerla perché pos

rabbia sfogarla o reprimerla

rabbia

siamo ferire gli altri, che dobbiamo preferire la ragione per confrontarci e che socialmente non è accettata perché vista come aggressività o un capriccio. Se non esprimiamo però ci troviamo con una sensazione repressa che si ritorce contro noi stessi con attacchi depressivi e alimenta un sentimento di inferiorità inoltre, quando la mente non riesce più a gestire i conflitti, il corpo ne soffre. Numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena, ulcere, psoriasi possono essere legate al soffocamento della collera.

La rabbia quindi è un’emozione che dobbiamo ascoltare e nei limite del possibile esprimerla incanalandola in modo tale da non recare danni a sé stessi o agli altri… Possiamo dire che in generale esprimere la propria rabbia fa bene alla salute ma può provocare problemi relazionali e spesso crea il rischio di arrabbiarsi nuovamente per lo stesso motivo.

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Quale terapia per quale paziente

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

I dati di Peter Fonagy, direttore del dipartimento di Psicologia Clinica presso lo University College di Londra
La psicoterapia è efficace nel 75% dei pazienti, rispetto ai pazienti non trattati”. Con queste parole Peter Fonagy, direttore del dipartimento di Psicologia Clinica presso lo University College di Londra, presidente del Centro Anna Freud della capitale inglese e coautore del volume «Psicoterapie e prove di efficacia. Quale terapia per quale paziente?», ha descritto, al XIII Congresso dell’Escap, le prospettive e l’efficacia dell’intervento psicoterapico (basato, per definizione, sull’ incontro non medicalizzato tra medico e paziente).

Lo Stress

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.Lo stress è una sindrome di adattamento a degli stressor (sollecitazioni). Può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici.

Indice

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  1. Stressor e problem solving
  2. La sindrome generale di adattamento di Selye
  3. Biochimica dello stress
  4. Patologia
  5. Diagnosi
  6. Note
  7. Bibliografia
  8. Voci correlate
  9. Altri progetti
  10. Collegamenti esterni

Stressor e problem solving 

stress

lo stress

Ogni stressor che perturba l’omeostasi dell’organismo richiama immediatamente delle reazioni regolative neuropsichicheemotivelocomotorieormonaliimmunologiche.Anche eventi di vita quotidiana possono portare a mutazioni anche radicali dovute all’adattamento. Malgrado ciò, l’adattamento è un’attività complessa che si articola nella messa in atto di azioni finalistiche destinate alla gestione o soluzione dei problemi, alla luce della risposta emotiva soggettiva suscitata da tali eventi.La capacità di indirizzare le azioni adattative implica sia la possibilità di azioni finalizzate a modificare l’ambiente in funzione delle necessità del soggetto, sia l’eventualità di intraprendere una modificazione di caratteristiche soggettive per ottenere un migliore adattamento all’ambiente circostante.Ad esempio, per adattarsi a un clima rigido, si può decidere di accendere un fuoco, o di indossare abiti più pesanti: l’adattamento dipende dalle capacità di problem solving, ma anche dalla presenza di opportuni elementi ambientali, economici o relazionali. (altro…)

Terremoto in Giappone

21 giugno 2011 Posted by paolo.bartalini

giappone tsunami terremoto

giappone terremoto

L’impatto psicologico nelle persone coinvolte in un evento catastrofico

Il Dopo la catastrofe avvenuta nel dicembre 2004, il mondo si trova ad affrontare un altro evento naturale di proporzioni immani che ha distrutto città e provocato la morte di migliaia di persone. Il terremoto e lo tsunami di questi giorni hanno sconvolto il Giappone e tutto il resto del mondo che assiste impotente a questo disastro. Lo tsunami ha spazzato via case, navi, aerei, tutto ciò che trovava sul proprio percorso causando la morte di decine di migliaia di persone. L’impatto psicologico che un evento così drammatico può avere sui sopravvissuti è potenzialmente molto profondo. disturbo che di solito sviluppano le vittime dei disastri si chiama disturbo post-traumatico da stress (PTSD, post-traumatic stress disorder) causato da “un evento traumatico che la persona ha vissuto direttamente, o a cui ha assistito, e che ha implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri. L’evento deve aver creato paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore”. I veterani di guerra sono i soggetti nei quali l’esposizione a questo genere di stress è più frequente.

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