Archive for: ‘luglio 2011’

il sonno dei bambini

28 Luglio 2011 Posted by paolo.bartalini

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I problemi legati al sonno danno spesso origine a preoccupazioni ed incertezze nei genitori. Molte difficoltà del sonno sono semplicemente problemi comportamentali minori mentre altri cambiamenti del sonno sono invece indice di seri disturbi. Una maggiore conoscenza dello sviluppo e degli disturbi del sonno ha una grande importanza al fine di un’accurata diagnosi e di interventi efficaci. Una panoramica descrive i più comuni ed importanti disturbi del sonno nell’infanzia durante il periodo della crescita e dell’adolescenza compresi il sonnambulismo, i risvegli parziali, il respiro disturbato durante il sonno, la narcolepsia e la perdita del sonno e di seconda importanza orari tardi ed eccentrici. Questo capitolo focalizza l’attenzione sulla stretta relazione tra la regolazione del sonno ed il controllo dell’attenzione, delle emozioni e del comportamento. Il fatto che molti bambini ed adolescenti non riescano ad ottenere una quantità di sonno ottimale pone una serie di domande importanti riguardo il crescente numero di problemi comportamentali ed emozionali. (altro…)

Sintomo o segnale ?.

28 Luglio 2011 Posted by paolo.bartalini

 

Persone molto diverse, per carattere, età, occupazione, situazione familiare, parlano di sé in questi termini. E il profondo sconforto che se ne prova cede a volte il passo all’irritazione: perché questo compianto, perché questa passività ? Perché ancora e sempre la richiesta di rapporti infantilmente rassicuranti ? Perché la fuga dal mondo là fuori ? Perché l’instancabile ricerca di un paradiso perduto che non verrà mai più ? Al di là della propria storia personale, su cui si radica la fondatezza del disagio, vero, reale e grande, perché quella soluzione ? Parlando insieme a persone piacevoli, intelligenti, la parola patologia sembra inadatta. Sembra più adatta la parola malinteso. Persone vittime di un grande generale abbaglio che il male e il dolore non esiste se solo si riesce a trovare degli stratagemmi per evitarli. Che sia possibile vivere senza conflitti, differenze, separazioni. Il cibo droga o il corpo amuleto sembrano inutili esorcismi. E le anoressiche e le bulimiche lo sanno perfettamente: sanno che non ha funzionato. Ma non c’è alternativa dentro a quella logica in cui non si parla mai del dolore. Si parla di colpa: propria e degli altri. Anche questo aspetto poggia su solide basi culturali. Smantellare l’edificio di reciproche colpe per parlare in termine di dolore, di reale difficoltà dell’esistenza, di reale perdita del paradiso che forse non c’è stato mai, questa mi sembra una strada per affrontare l’immane disistima che tutte queste persone hanno di sé e del mondo. Interrogarsi sulla loro autonomia mancata significa anche connetterla con la cultura della dipendenza e della competizione: cultura paradossale anch’essa. Riconnettere le loro storie al contesto che occultamente le spinge a negarsi la libertà di esprimere bisogno e difficoltà, ma anche individualità, è un’operazione più che terapeutica, culturale.

 

Individuare il  disagio come esasperato segnale di una condizione sociale diffusa, significa modificare i termini della questione, e accantonare i termini della patologia significa parlare non più di sintomo ma di messaggio. Un quadro di riferimento non più soltanto psicologico, più attento all’interconnessione fra individuo e società, dovrebbe permettere di cogliere meglio un messaggio che ci coinvolge tutti.